Il drago

Mark Rutte, primo ministro olandese, e i soldi italiani

Gli italiani sono ignoranti in economia. Anche in altre cose, ma in economia ancor di più. Sì, è una generalizzazione, forse eccessiva, ma un motivo alla base dei nostri grandi e duraturi guai economici dovrà pur esserci, e secondo me se vogliamo capirne le cause ci conviene guardarci bene allo specchio.
La conoscenza economica di molti, troppi, italiani si ferma ad un solo concetto base: la favola del drago.

Da qualche parte c’è un grande drago malefico; questo mostro giace su una gigantesca montagna di monete d’oro, gioielli e pietre preziose. Tutte queste ricchezze sono nostre, il drago ce le ha rubate e non ce le vuole restituire, ‘sto bastardo.
Il piano economico è semplicissimo: uccidi il drago, prendi il tesoro.

Il drago, in base alla visione politica di chi lo accusa, ha mille volti, ma alla fine è sempre la stessa ombra proiettata sul muro. Può assumere le sembianze dei banchieri ebrei, delle multinazionali americane, degli sfruttatori capitalisti nemici del popolo, dell’Europa cattiva, dei migranti coi loro costosissimi smartphone, di Soros o della Merkel.

Questa visione rozza, sbagliata, demagogica e fuorviante è condivisa da un gran numero di persone; proprio per questo motivo è fatta propria dai populisti di ogni epoca e di ogni colore.
O si supera questo limite cognitivo o non ha senso sperare in un futuro migliore, ci sarà sempre qualcuno privo di scrupoli pronto a sfruttare questo esercito inconsapevole per raggiungere i propri scopi.

A questo punto trovare un collegamento diretto tra l’ignoranza in ambito economico – se non addirittura repulsione per l’economia – da parte di tanti italiani e la perenne situazione di emergenza economica del nostro Paese non è poi così difficile.

Mi aspetterei che la classe dirigente avesse il coraggio e la lungimiranza di caricarsi sulle spalle la responsabilità di affrontare questa immensa lacuna culturale che ci umilia e ci condanna.
Aspettativa che viene naturalmente delusa: la politica, ormai in larga parte a trazione populista, e i mezzi di comunicazione di massa, da sempre pronti a offrire il microfono all’eroico cacciatore di draghi di turno, non hanno la minima intenzione di contrastare tale visione distorta. No, sono proprio loro i primi ad approfittarne.
“Maledetti tedeschi, tirate fuori i nostri soldi!” insomma.

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