Lettera per Draghi (col cappello in mano s’intende)

Gli italiani si rivolgono speranzosi a Draghi

Con un inatteso, grottesco, imbarazzante sentimento quasi grillino, mi sono trovato a riflettere su cosa potrei dire io a Mario Draghi.
Dopo aver visto Beppe Grillo partecipare, per l’ennesima volta, alle consultazioni con un Presidente del Consiglio incaricato, ho provato infatti una di quelle sensazioni che più grilline non si può: la declinazione pura del loro “uno vale uno”, in base alla quale se vedi qualcuno fare qualcosa in televisione subito pensi che la puoi fare, e la devi fare, anche tu. Ho quindi pensato: se un comico isterico e ignorante può andare a parlare con Draghi, per quale stramaledettissimo motivo non posso farlo anche io?
Ignorante, lo sono; ignorante e isterico, ci metto un secondo a diventarlo: “i vaccini fanno male!!1!”

E’ stato un attimo di volgarità di cui mi pento e mi vergogno.
Tornato in me, l’idea mi è però rimasta: il populismo lascia sempre delle cicatrici, anche se ti ha toccato solo per un istante.
Certo, io non posso andare al Quirinale o a Palazzo Chigi, ed è giusto che sia così, né incontrare Draghi per caso al supermercato: però posso scrivergli. Sì, ho un sito, posso scrivere qui.
Va bene, quante potranno essere le probabilità che Draghi veda il mio sito? Be’, quante sono le probabilità che Draghi dia retta a Grillo? Ecco, eppure Grillo è andato lo stesso: quindi io scriverò lo stesso.

Allora, cosa potrei suggerire a Draghi? Quale tema potrei sottoporgli?
Forse come allocare al meglio le risorse del Recovery Plan? No, troppo banale, e Draghi non userebbe mai tutti quei miliardi per comprare tanti Ferrero Rocher come vorrei io.
Come attuare la transizione ecologica? “Smettiamola di utilizzare combustibili fossili nelle centrali termoelettriche! Basta importare energia nucleare da Francia e Svizzera!”, potrei dirgli così. Ma non sarebbe lungimirante da parte mia, perchè se per puro caso dovesse ascoltarmi non sarei poi in grado di scrivergli un ringraziamento sul sito, né del resto una qualsiasi altra cosa, venendo meno l’elettricità in tutto il Paese.

No, ho deciso, voglio sottoporgli qualcosa che in questo momento non è in cima all’agenda politica italiana, ma che personalmente trovo fondamentale.

Ecco, dunque, la mia lettera per lui.

Al Magnifico, Rispettabilissimo, Professore, Presidente, Dottore, Nato dalla tempesta finanziaria del debito sovrano e della moneta unica,
Mario Draghi

Vostra grazia,

io non ricordo se gli USA abbiano ancora le loro testate nucleari nelle basi di Aviano, Ghedi e Comiso: qualora la provvidenza le avesse lasciate sul nostro territorio nazionale, e Lei volesse farmi la gentilezza di andare a controllare, nel caso le trovasse, o Augusto imperatore, la supplico di prenderle ed usarle, senza farsi scrupolo, per distruggere la RAI.

Distrugga il TG1 e la sua autorevolezza rimasta ferma alla battaglia del grano, che ogni sera alle 20 cerca di convincerci che il Presidente del Consiglio di turno possa far eruttare l’Etna con la sola forza dello sguardo;

Spazzi via il TG2, con le sue imbarazzanti follie da ministro della propaganda irachena che annuncia tronfio e perentorio il sicuro annientamento delle forze statunitensi nell’esatto istante in cui un carro armato Abrams irrompe nella sala in cui si sta tenendo la conferenza stampa;

Congedi il TG3, perchè le brigate internazionali hanno lasciato Barcellona da 82 anni ormai;

Annichilisca le quotidiane dichiarazioni di quei politici che, da piazza Colonna, dal transatlantico o dal salotto di casa, guardano dritto verso la telecamera per dirci la loro su ogni cosa;

Mandi i giornalisti di “Report” a studiare economia, diritto e tutte le altre materie che hanno saltato durante le occupazioni e le autogestioni;

Sigilli la catena di montaggio di “Ballarò”, quell’instancabile produttore seriale di fenomeni da baraccone che dopo essere stati ospiti lì per un paio di puntate vengono regolarmente eletti in Parlamento;

Incenerisca i programmi pomeridiani che contendono a Canale 5 e alla D’Urso l’egemonia sul peggio del peggio: che quando quella riesce ad intervistare la madre della vittima morta ammazzata, loro devono assolutamente intervistare il padre del presunto assassino; che quando quella riesce ad inquadrare l’arma insanguinata usata per il delitto, loro devono ad ogni costo recuperare le immagini del cadavere;

Annienti il gioco serale “I soliti Ignoti” che, regalando ogni sera soldi a chi si sforza di guardare le facce, è addirittura più diseducativo di Gomorra – perchè gli spacciatori almeno i soldi se li sudano. 

Utilizzi la brigata folgore, si serva dei forestali siciliani, impieghi i navigator, e già che c’è coinvolga pure Arcuri, che tanto lui fa tutto: ma la prego, la prego Sua eccellenza, Gran Duca, cancelli la RAI.

Sulle ceneri di questa crei una televisione pubblica autorevole, affidabile, veritiera, intelligente, di buon gusto, garbata, piacevole, civile. Utile per ricostruire una società che si sta sfasciando.

Salutandovi indistintamente

Marco (che vale Marco e non uno di più)

P.S.
Se può, o Salvatore magnanimo, risparmi Geo&Geo: a mia nonna piacciono tanto i documentari sull’Abruzzo

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