La piccola finestra sul futuro

La segreteria del PD, dopo aver messo in guardia del pericolo rappresentato dai doni del libero mercato, viene zittita dai mostri neoliberisti inviati dal dio del capitale

Nei primi giorni di autunno del 1989, poco prima dell’evento inaspettato che segnò la fine di un’epoca (la conclusione del secolo “breve”, messa in scena in modo iconico con la caduta del muro di Berlino), Goffredo Bettini, Nicola Zingaretti e altri ragazzi della loro generazione aprirono una piccola finestra sul futuro.

Questa strana divinazione provocò ovviamente l’interesse e l’eccitazione di molti loro compagni, che, accorsi attorno agli improvvisati profeti, chiesero loro di guardare dentro la piccola finestra per poi riferire a tutti cosa fossero riusciti ad intravedere.
Bettini, Zingaretti e gli altri infilarono la testa nella finestrella e sbirciarono così sulla fine del Novecento e sull’inizio del nuovo millennio.

-Cosa vedete? Cosa vedete? Diteci! Diteci! Presto!
Chiese la folla emozionata.
-Vediamo… il trionfo dell’URSS!
Questa risposta provocò l’entusiasmo, il sollievo e la soddisfazione di molti.
-Guardate ancora! Guardate ancora! Diteci di più! Cosa vedete? Cosa vedete?
Continuò la folla, a quel punto in modo ancora più concitato. 
-Vediamo… il trionfo del PCI!
Seguirono tripudio, gioia e quel generale senso di liberazione e leggerezza che si prova quando si sa, infine, di aver avuto ragione.

E’ vero, col senno del poi siamo bravi tutti, ma oggi possiamo concludere con ragionevole sicurezza che quella finestra si affacciasse semplicemente sul muro di fronte.

Il futuro è sempre incerto, per chiunque, ma una cosa è sicura: alcuni proprio non sono tagliati per guardare in avanti. Certe persone pensano di guardare verso l’orizzonte, quando in realtà, appesantite da fardelli troppo pesanti posti sulle loro spalle, vedono solo ed esclusivamente la punta dei loro piedi.

La domanda sorge spontanea: è possibile che, oggi, a proporre una visione del futuro – quello che sarà per noi il 2030 e, ancora più in là, il mondo di figli e nipoti – siano esattamente quegli stessi improbabili oracoli?

Non sarebbe meglio se a cimentarsi in un’impresa che richiede energia, lucidità, creatività, speranza, intuito e molto, molto, coraggio, fossero delle menti agili, fresche (intendiamoci, qui l’età anagrafica non conta proprio nulla), libere e capaci di uno sguardo aperto e onesto sul futuro, svincolato da tabù e ideologie ormai fredde, grigie, rigide?
Persone insomma in grado di non confondere l’alba col tramonto.

Ritengo che la fase transitoria che stiamo attraversando oggi, nella quale l’unica cosa certa è che molte delle grandi correnti che hanno messo in movimento il secolo passato abbiano ormai esaurito ogni energia propulsiva, richieda un disperato sforzo di visione.
Chi lo sta facendo? A chi abbiamo affidato questo compito?



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: